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E’ forse un po’ strano abbandonare un cliché e pensare alla Repubblica Dominicana come una meta di viaggio, anziché destinazione prediletta per chi ama i villaggi all-inclusive.

Eppure, credeteci, affrontare questo viaggio è stato davvero una bellissima esperienza. Il mare caraibico, le spiagge tropicali semi-deserte, la musica sempre nell’aria è l’immaginario che questa destinazione ci regala, ma oltre a questo c’è molto di più. C’è da scoprirne la storia, è stata la prima colonia nel Nuovo Mondo dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, c’è una vegetazione pazzesca che cambia repentina e stupisce sempre, un entroterra avventuroso dove cimentarsi in cascate, camminate a cavallo, rafting o canopy. Ci sono luoghi dell’isola, dei veri e propri paradisi terrestri che ancora non sono stati contaminati dal turismo e dove immergersi totalmente nella cultura locale, oltre alle acque incredibili che sognerete tutto l’inverno. Quello che ci siamo poste come obiettivo alla nostra partenza, e che siamo certe di esser riuscite a raggiungere, è scoprire la Repubblica Dominicana come destinazione ideale per un viaggio on the road, che porti alla scoperta di luoghi, regali avventure ma che permetta anche di prendersi i propri spazi per rilassarsi e trovare la pace. Qui di seguito, abbiamo redatto un guida con tutti i nostri migliori suggerimenti, e per comodità vi riportiamo anche il nostro calendario di viaggio, quello che vi consigliamo di replicare nei 15 giorni, per fare una vacanza che, vi garantiamo, non dimenticherete.

SANTO DOMINGO 2 notti -> BAYAHIBE/ESCURSIONE ISLA SAONA 2 notti -> LAS TERRENAS 2 notti-> LAS GALERAS 2 notti -> CABARETE 1 notte -> PUERTO PLATA 1 notte -> PUNTA RUCIA 3 notti -> BARAHONA 3 notti -> SANTO DOMINGO

Santo Domingo

Se avete in programma una vacanza in Repubblica Dominicana, non potete non fare una tappa nella capitale, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per assaporare la vera cultura e vita dell’isola. La città è una piacevole scoperta grazie al suo ricco patrimonio culturale di monumenti e musei d’arte, per la vibrante vita notturna al ritmo del merengue e della bachata, per l’ampia selezione di ristoranti tradizionali e gourmet, e per il suo giardino botanico unico.

Dove Dormire: Per immergerci appieno nell’atmosfera della città abbiamo optato per la bellissima Casa Museo El Beaterio nel centro della zona coloniale. Uno degli edifici più antichi della città, che vi coccolerà con la sua piccola e verdissima corte interna, e vi farà facilmente immaginare come fosse la vita di un tempo. Un’alternativa che consigliamo, almeno per una notte, è la magnifica Casa del XVI dai dettagli super curati.

Dove Mangiare: Per pranzo, tappa indiscussa nel prestigioso Travesías – “Alta Cucina d’Autore”, dove si possono gustare piatti tradizionali reinterpretati dalla chef Tita oppure da Lurel, un delizioso luogo nella zona “cool” della città, Piantini. Chi vuole gustare i sapori locali in contesti più tipici, invece, deve assolutamente passare da Meson de Bari (lo abbiamo adorato) o da Mariposa, entrambi nella zona coloniale.

Shopping: Nell’area coloniale merita una visita l’atelier della nota stilista dominicana Jenny Polanco, o ci si può perdere tra le espadrillas da La Alpargateria anche posticino ideale per aperitivo o dopo cena, oppure acquistare un oggetto di design presso la Galeria Toledo, le ceramiche artigianali a Casa Alfarera, e per gioielli, tessuti e altri oggetti per la casa niente di meglio che Casa Quien (ospita una corte davvero carina dove fer,arsi per un aperitivo).

Cosa Fare: Per concludere la giornata in bellezza, la vita notturna di Santo Domingo è vivace e coinvolgente: si svolge soprattutto nella zona coloniale negli eleganti locali come Bar Lucia 203, Casa di Teatro, Bar Parada 77 e Sabina Bar dove assistere a concerti dal vivo di merengue, son e bachata. Risalenti al XVI secolo, le Ruinas di San Francisco, il primo monastero delle Americhe, oggi é famoso per gli spettacoli di musica dal vivo Bonyé che attirano centinaia di persone le domeniche al tramonto.

Bayahibe/Escursione Isla Saona

Bayahibe dista a circa un ora e mezza da Santo Domingo, e spostarsi fino a qui vale la pena principalmente per l’escursione a Isla Saona.

Il porticciolo di Bayahibe non è niente male e offre anche una serie di ristoranti interessanti, noi ci siamo fermati ad un ristorante fusion: il Chikyblu, molto colorato e con la musica alta, offre una buona varietà di ceviche e sushi dagli abbinamenti non scontati. Per dormire, la notte prima e quella dell’escursione, vi consigliamo di cercare un appartamento su AirBnB, non troverete nulla di speciale e difficilmente sul mare visto che tutta questa costa è monopolizzata dagli hotel all-inclusive, ma l’intera giornata di mare alla favolosa Isla Saona saprà ripagare l’accomodation non proprio al top. L’escursione, vi consigliamo di programmarla prima di partire contattando “Il Toscano” di Mariposa Tours, sono i migliori con cui fare l’escursione, forse costerà qualcosa di più ma vi garantiranno le spiagge meno affollate e un gruppo ristretto di partecipanti. Isla Saona è un paradiso, sarà una delle spiagge che più ricorderete di tutta la vacanza.

Las Terrenas

Da Bayahibe a Las Terrenas ci metterete una mezza giornata di viaggio ma la strada, soprattutto il tratto che attraversa l’isola fino ad arrivare a destinazione, è da togliere il fiato. Passerete tratti di giungla e rocce rossissime tra le quali hanno ricavato la strada fino ad arrivare al paesino di Las Terrenas nella penisola di Samanà. A questo punto starete affrontando la prima vera fase del viaggio, iniziando ad assaporare il gusto della Repubblica Dominicana.

Dove Dormire: Abbiamo optato per ACAYA, un hotel a gestione francese, una bellissima casa coloniale in legno che affaccia sulla deliziosa Playa Bonita. Qui la natura rigogliosa arriva al perimetro di una spiaggia dorata dal mare turchese che offre anche qualche spot per il surf. Se volete fare pratica, l’hotel dispone di una carinissima scuola di surf. Se quello che desiderate è un’esperienza da mille e una notte, invece, il soggiorno imperdibile è al Peninsula House.

Dove Mangiare: La cucina migliore che abbiamo provato inzona è all’ACAYA hotel, ma anche quella dell’Atlantis hotel poco più avanti non è niente male. Se vi spostate nel paese di Las Terrenas potrete trovare tanti baretti sul lungomare sia verso destra che a sinistra dell’incrocio che porta al mare. Nella zona dei pescatori potete anche acquistare un pesce appena pescato e farvelo cucinare nei chioschetti sulla spiaggia.

Cosa Fare: Non potrete fare a meno di esplorare le bellissime spiagge e baie della zona. Un piccolo angolo di paradiso si trova proprio uscendo dalla ACAYA hotel percorrendo la spiaggia andando a sinistra guardando il mare, prima dell’apertura di una baia più ampia, si crea una zona dall’acqua limpidissima, cristallina e placida. Da qui abbiamo continuato a passeggiare lungo tutta la lunga baia. Non molto più avanti dalla punta che vi abbiamo descritto c’è un piccolo ritrovo di pescatori che propone pesce fresco e aragoste appena pescate, un’esperienza che vi consigliamo per pranzo. Playa Coson una lingua di sabbia super selvaggia tra le palme dove potete pranzare in un chioschetto che si chiama Luis Parillada. Da vedere anche Playa Moron.

A pochi chilometri di distanza da Las Terrenas in direzione Las Galeras c’è “Il Salto el Limon”, una cascata nell’entroterra che offre un avventuroso itinerario attraverso la giungla prima di raggiungere una cascata che cade per 40 metri dall’alto della Sierra de Samaná. I circa 2,5 km per arrivarvi possono essere percorsi a cavallo, noi lo abbiamo fatto ed è stato divertente.

Las Galeras

E’ una tranquilla cittadina di pesatori, e con una buona dose di spiagge spettacoli. Selvaggia, verdeggiante, con insenature e baie è un vero tesoro naturale. Meta di un turismo indipendente, non troverete nessun resort, ma più spesso europei innamorati di questo luogo che hanno deciso di trasferirsi qui. Non farete difficoltà a capire il perchè.

Dove Dormire: Villa Serena, aaaah Villa Serena! Come l’abbiamo amata. Una meravigliosa casa coloniale originale, un tempo casa di villeggiatura di una ricca famiglia dominicana, oggi con il suo fascino intatto, sa ospitare con grazia e coccolare i propri ospiti. La villa si affaccia su un giardino tropicale curatissimo, e una piccola spiaggia privata dall’acqua cristallina. Di fronte, un’isolotto di corallo raggiungibile con i kayak in dotazione, è un escape perfetto.

Dove Mangiare: Di giorno, dovete provare l’esperienza di mangiare pesce fresco alla griglia direttamente in spiaggia con una piña colada fatta di ananas tritato insieme al cocco fresco. Il posto ideale per provare questa esperienza è Playa Rincon. Per cena potete provare El Cabito un ristorante che nasce su una scogliera e regala una vista mozzafiato, oppure se volete qualcosa di più alla mano optate per The End Of The Road. Dopo aver provato più ristoranti abbiamo decretato che il nostro preferito è quello di Villa Serena, annesso alla villa è una dependance esagonale in legno bianco e azzurro dagli arredi tradizionali dominicani. In cucina c’è una vera e propria “Mami” che ha cucinato l’aragosta più buona che abbiamo assaggiato nella Repubblica Dominicana!

Cosa Fare: Playa Rincon, 4.8 km di insenatura con una spiaggia ancora incontaminata conosciuta per la sua sabbia bianca, per le acque tranquille e onde placide. Come dicevamo, sull’estremità sinistra della spiaggia troverete i chioschetti che cucinano pesce fresco nei modi più tradizionali. Qui troverete molti dominicani in festa soprattutto nel weekend. Se cercate più tranquillità, costeggiando la spiaggia e andando verso l’estremità destra c’è una spiaggia più piccolina con le sdraio e un baretto un po’ più organizzato. Altre spiagge da vedere sono: PlayitaPlaya Fronton e Playa Madama.

Il Parco Nazionale Los Haitises é uno dei gioielli della rete di parchi nazionali della Repubblica Dominicana. Los Haitises significa in Taino “terreno collinare”, e il parco ospita una delle ultime foreste pluviali dell’isola. Il Parco, che ha anche un’estesa area popolata da mangrovie, ricopre un’estensione di 1600 km². Un miracolo naturale pieno d’isolotti e grotte, la cui giungla é stata usata come sfondo per il film Jurassic Park.

Cabarete

Per il windsurf, il kiteboarding o il laser sailing: questo é il posto giusto per imparare e praticare sport acquatici tutto l’anno. Nei fine settimana, soprattutto d’estate, le barche a vela in mare e i kiteboard colorati in aria sono il soggetto perfetto per bellissime fotografie. Una cittadina di mare con piccoli hotel e ristoranti in all’aperto. Nella strada che percorrerete da Las Galeras fino a qui, concedetevi un pit-stop a Playa Grande, circa a metà tragitto, per un pranzo nei bellissimi  e super colorati chioschetti sul mare. Se il vostro budget per il viaggio è alto, vi consigliano anche di soggiornare un paio di notti al Playa Grande Beach Club, un vero paradiso dal sapore coloniale, dalla bellezza e cura indescrivibile.

Dove Dormire: Noi abbiamo optato per una soluzione 100% naturale, il Casa Maravilla Beachfront Eco Lodge, alcuni piccoli lodge a più piani organizzati attorno ad una piscina a forma di fagiolo, e di fronte al mare. Susie, la ragazza che si occupa dell’accoglienza è suer carina e vi farà sentire come a casa.

Dove Mangiare: A Cabarete non mancano certo le proposte in fatto di ristoranti, lungo tutta la spiaggia ne sorgono numerosi, tutti con le lucine, la musica dal vivo e i menù principalmente locali. Dobbiamo ammettere però che i nostri pasti ideali li abbiamo consumati in due locali specializzati in cibo organico e bio, una vera prelibatezza, praticamente la Mecca dopo 10 giorni di cucina dominicana. Il primo che vogliamo consigliarvi è Fresh Fresh, si trova lungo la strada principale, sul retro ha un delizioso dehor dove potrete gustare colazioni, pranzi o cene. L’altro si chiama Clorofila, lo avevamo scoperto facendo ricerca su Instagram, una piccola barachetta colorata di azzurro puffo, che offre ogni giorno un piatto unico differente con una selezione di verdure del loro orto cucinate fresche.

Cosa Fare: La pausa per i surfisti è a Playa Encuentro tra Sosúa e Cabarete. La spiaggia di Cabarete é definita come un “perfetto reef break a destra”. Nella vera tradizione del surf, l’ora migliore per cacciare le onde é al mattino presto.

Puerto Plata

Puerto Plata é la provincia in cui si trovano i resti dei primi insediamenti europei nelle Americhe. Le tre Caravelle di Cristoforo Colombo sbarcarono qui nel 1492 e le fu dato il nome di La Isabella. Furono poi le nubi argentate sulla cima della montagna Isabel de Torres, all’origine dell’attuale nome della città che vanta la maggior presenza di case del tardo XIX secolo in stile neoclassico e vittoriano di tutti i Caraibi, dando a Puerto Plata un inconfondibile fascino. Oltre alla visita al centro cittadino e alle belle spiagge della zona è possibile, attraverso una teleferica, arrivare alla cima della montagna e così visitare i giardini botanici e godere della viste panoramica sulla città.

Dove Dormire: Il centro della città non offre vere e proprie sistemazioni per dormire, o comunque nulla che consiglieremmo. Noi abbiamo optato per una soluzione super confortevole, l’elegante boutique hotel & spa Casa Colonial sulla spiaggia di Playa Dorada. Se cercate relax e coccole lussuose vista mare, questo è quello che fa per voi.

Dove Mangiare: Nel centro di Puerto Plata ci siamo cimentati nel testare uno dei piatti tipici della repubblica dominicana, il mofongo. Esperienza che non ci sentiamo particolarmente di consigliare… In compenso abbiamo trovato un posto dove mangiare bene la cucina tradizionale ma servita con abbinamenti non banali: Mares Restaurant. Qui l’atmosfera è davvero speciale, siamo sicuri lo apprezzerete. Quello che per noi però ha la cucina del livello migliore è ancora una volta il ristorante dell’hotel Casa Colonial, Lucia, qualità ottima prezzi non eccessivi.

Cosa Fare: saltare e farsi scivolare lungo le 27 cascate di Damajagua! Accompagnati da guide locali che vivono nella comunità, questa é un’esperienza da non perdere.
PS. non fate come noi, le chiavi della macchina, lasciatele alla reception, e non nella tasca del costume!

Punta Rucia

E’ il paradiso all’improvviso. La guida ne parla appena dedicandogli un piccolo paragrafo, noi ne vorremmo tessere le lodi. Un luogo semplice, un piccolo paese di pescatori, dove la vita scorre lenta lambita da un mare spettacolare e dai tramonti indimenticabili. Se volete davvero staccare la spina e allontanare ogni pensiero noioso, questo è ciò che fa per voi.

Dove Dormire: Come vi anticipavamo questo è un piccolo villaggio incontaminato dal turismo, anche se le poche strutture che danno ospitalità sono davvero belle. Noi abbiamo dormito al Punta Rucia Lodge, una manciata di curatissimi lodge sulla spiaggia. L’unica pecca, il ristorante, consigliamo vivamente di non cimentarvi. Altro posto dove abbiamo soggiornato è il Cayo Arena Beach Eco Hotel, situato su un piccolo lembo di sabbia e gestito da un disponibilissimo signore spagnolo, è un piccolo edificio  con solo 4 camere a quattro passi dal mare, e un paio di amache dove lasciarsi cullare. Prezzo onestissimo, esperienza favolosa.

Dove Mangiare: un posto sopra tutti, da Carmen. E’ una barachetta lungo l’unica strada del paese, vi allestirà un tavolo sulla spiaggia e cucinerà per voi un buon pesce appena pescato in stile creolo. Per il dopo cena, non dovrete fare altro che seguire la musica fino a che arriverete ad una sala da biliardo all’aperto, unico posto di ritrovo del paese, dove i ragazzi locali si ritrovano per giocare a domino e scatenarsi in qualche ballo. Per pranzo vi consigliamo Playa La Ensenada, ricca di chioschetti sul mare offre un’esperienza da veri local dominicani.

Cosa Fare: La destinazione di Punta Rucia, è forse più conosciuta come punto di partenza per le escursioni a Cayo Arena, un atollo di finissima sabbia corallina, 15 minuti a largo del villaggio. Per arrivarci si passa dalle piscine naturali, e da un’incredibile foresta di mangrovie. Una volta a destinazione non crederete ai vostri occhi. Una striscia sottilissima di sabbia, sulla quale sorgono una manciata di capanne che offrono un po’ di ombra. L’atollo, di origine vulcanica, è anche un ottimo spot per lo snorkeling, il più bello che abbiamo visto nella Repubblica Dominicana. Vi consigliamo di partire alla mattina presto, alle 8 circa, perché alle 10 circa arrivano le imbarcazioni più grandi con i turisti che arrivano da Puerto Plata con le escursioni organizzate. Soggiornando a Punta Rucia potrete contrattare il giorno prima il prezzo, e riservare una piccola imbarcazione tutta per voi.

Barahona

Questo é il Far West della Repubblica Dominicana, un luogo che si contraddistingue per i suoi paesaggi, le spiagge da surf, la biodiversità, le foreste e l’avvistamento degli uccelli. Sebbene tra le meno esplorate dal turimo, offre davvero tante cose da fare e da vedere tanto che è bene dedicarci qualche giorno. Unica nota importante da sapere, qui il mare pur affacciandosi sul mar dei Caraibi, non è quello placido da cartolina ma potente come l’oceano aperto. Unica eccezione il pardiso naturale della spiaggia Playa de las Aguilas, una lingua di sabbia corallina bianca incontaminata raggiugibile solo via mare, ma credeteci sarà la spiaggia più bella che avrete mai visto in vita vostra.

Dove Dormire: Abbiamo trovato la sistemazione ideale nella magnifica Casa Bonita arroccata su una piccola collina, con una vista spettacolare sulla giungla e dell’oceano, vi sentirete davvero coccolati. Una cucina ottima, attenzione dei dettagli, e una infinity pool che si mimetizza con il blu del mare. Come alternativa, potete optare per la Casa Del Mar, di proprietà di italiani, ma molto molto bello.

Dove Mangiare: Barahona é la zona di maggior produzione di frutta e verdure fresche, specialmente di caffè e banane. Piatti di riso e pesce fritto e stufati, in umido o arrosto sono le specialità locali nei ristoranti Brisas del CaribeMaría Montez o la Rocca. Se anche non doveste soggiornare al Casa Bonita ve lo consigliamo comunque per una cena coi fiocchi.

Cosa Fare:
Tour in Canopy: Una breve ma piacevole avventura in zipline che attraversa uno specchio d’acqua e plana su una foresta tropicale. L’attività è gestita da Casa Bonita, ma é aperta al pubblico. Il tour in canopy finisce in modo strategico nel Tanama Eco Spa, in cui vengono utilizzati ingredienti locali per i trattamenti.
Surf: Barahona é la principale destinazione dei surfisti professionisti. Le spiagge raccomandate sono Barranca, Bahoruco, Ciénaga, San Rafael, Paraíso e Los Patos. La Federazione Dominicana Surfisti vi organizza varie manifestazioni.
Villa Miriam: Questa é una casa privata tra le montagne dove il fiume San Rafael é stato incanalato perché formasse diverse piscine di acqua dolce fredda che aiutano a rilassare il corpo e la mente.
Le miniere di Larimar: Questo é l’unico posto al mondo in cui vi é una miniera di Larimar, la pietra semi-preziosa usata nella gioielleria dominicana. I minatori locali passano dalle otto alle nove ore al giorno a realizzare il lavoro di scavo di questa rara pietra blu a 213 metri di profondità all’interno della montagna. E’ possibile visitare la miniera con un tour operator del posto o visitare la locale bottega artigiana dove acquistare la pietra di Larimar e vedere il taglio e il processo di pulitura.

Spiagge: Come vi anticipavamo, non c’é una barriera protettiva, per cui le spiagge di Barahona sono aperte al mare dei Caraibi e i nuotatori devono essere prudenti e consigliamo di indossate ciabatte chiuse perché la spiaggia é acciottolata. Quemaito, a circa 10 km dalla città di Barahona, è una spiaggia frequentata dai locali, e come la maggior parte delle spiagge di Barahona, é incorniciata da montagne verdi e palme. San Rafael é un’altra spiaggia famosa che sorge nel punto in cui l’omonimo fiume sfocia in mare. Imperdibile l’escursione a Playa de Las Aguilas.

Shopping: Il caffè a Polo, il Larimar a Paraíso, le sedie a dondolo a La Lista, le marmellate di frutta e le tipiche bambole prodotte dalla cooperativa delle donne di Coopdeci a La Ciénaga. Il mercato di Barahona per i prodotti freschi, tra cui i famosi platani (un tipo di banana) di Barahona. Il Festicafé che si celebra ogni anno a giugno a Polo é una delle più grandi occasioni  per i venditori di artigianato locale.

Informazioni Utili

Mezzo di trasporto: la macchina! Da prenotare online prima della partenza. Se riuscite prendetene una un po’ prestante, e non bassa, le strade sono in buone condizioni ma spesso vi serviranno queste caratteristiche. Ah, non dimenticate di fare l’assicurazione Casco.

Portate con voi i repellenti, in alcuni casi le zanzare potrebbero darvi noia.

Il sito e la app www.godominicanrepublic.com sapranno integrare alla perfezione la vostra guida.

Ci pare di aver detto tutto, per maggiori ispirazioni seguite il nostro hashtag #LoversLoveDR.

Buon viaggio!

With LOVE(rs)


Post originale: http://www.wearelovers.it/repubblica-dominicana-on-the-road/

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