Cosa vedere in Repubblica Dominicana in una settimana

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written by Laura | Repubblica Dominicana | 20/02/2018

Cosa vedere in Repubblica Dominicana

Cosa vedere in Repubblica Dominicana. Quest’inverno il mio ragazzo ed io abbiamo deciso di organizzare una fuga ai Caraibi nel bel mezzo del mese di Gennaio! La nostra scelta è caduta sulla Repubblica Dominicana, meta ideale per un soggiorno di mare, con una bellissima storia da raccontare. Avendo a disposizione una settimana piena siamo così riusciti a visitare diverse località. Vi racconto nei dettagli il nostro itinerario di viaggio!

Cosa vedere in Repubblica Dominicana in una settimana

Prima di incominciare, una considerazione su quando andare in Repubblica Dominicana. Ci sono solo 2 stagioni: una secca, da fine Novembre a metà Maggio, in cui spirano gli alisei, i temporali sono rari e la temperatura si aggira tra i 28° ed i 29°C; l’altra invece da fine Maggio a metà Novembre è umida, con piogge più intense e frequenti. Proprio in quest’ultima stagione, in particolare tra Settembre ed Ottobre, si possono formare gli uragani. Il mese di Gennaio ci è stato consigliato come il mese in assoluto migliore per visitarla.

Veniamo ora al nostro viaggio. Santo Domingo ci ha accolto con 28°C dopo un lungo volo da Malpensa con scalo tecnico di due ore a New York!

GIORNO 1.
Il nostro itinerario parte dalla capitale della Repubblica Dominicana, Santo Domingo. Decidiamo di dedicarle tutta la nostra prima giornata, che trascorriamo quasi nel quartiere più caratteristico: la Zona Colonial. Si tratta dell’unico insediamento ancora esistente creato da Cristoforo Colombo e dagli altri esploratori spagnoli all’arrivo nel Nuovo Mondo, insediamento dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1990. Scopriamo un quartiere vivacissimo, dove la storia e l’attualità sono profondamente amalgamate. Si cammina e non si è mai da soli, ritrovandosi tra ballerini di strada, pittori che vendono i loro quadri dai colori vividissimi, giovanissimi suonatori di tromba che incantano al ritmo di Despacito. Come a Cuba ed in tutti i Caraibi, anche qui le case sono dipinte ciascuna di un colore diverso e riprendono tutte le tonalità dell’arcobaleno!

 

GIORNO 2.
Lasciamo la capitale per raggiungere la seconda tappa del nostro viaggio in Repubblica Dominicana: Punta Cana, la punta orientale dell’isola, per 3 giorni. Frilman, il nostro simpaticissimo autista (vi lascio il suo numero se aveste anche voi bisogno di un autista quando vi troverete lì: +1 (829) 262-3988), ci passa a prendere alle 10 con la sua auto e ci accompagna al Tortuga Bay Punta Cana Resort & Club, membro dei Leading Hotels of the World.

Posiamo subito la valigia nella nostra camera. In perfetto stile coloniale, molto bianca, pulita e spaziosa: c’era un grande bagno con la doccia e la vasca, un romantico letto a baldacchino (utilissimo per tenere lontane le zanzare durante il sonno), una chaise-longue, una cabina armadio, una terrazza privata con due sdraio e un tavolino con sedie, attrezzato per fare colazione in camera. E una vista stupenda sul parco del Resort, sulla spiaggia e sul Mar dei Caraibi.

Ho trovato ad aspettarmi un dolcissimo regalo di benvenuto direttamente dalla boutique Oscar De La Renta interna al resort: un pacchettino con all’interno un set di tovagliette in puro lino di color rosso accesso, con stampe tipiche della Maison! Pensate che il Resort è stato progettato tutto dallo stilista Oscar de la Renta, che ho scoperto essere nato proprio a Santo Domingo!

Ognuna delle suite del Tortuga Bay è dotate di una golf cart personale, perfetta per girare per il Resort che è veramente immenso! Così anche noi siamo partiti alla sua scoperta a bordo di una golf cart tutta nostra, guidata da Manu! Tra fitte palme scopriamo i vari ristoranti, la piscina, la SPA, la palestra, il campo da tennis e un affaccio su una spiaggia di soffice sabbia bianca e acqua cristallina!

Per cena ci dirigiamo a La Yola Restaurant, ristorante di pesce dall’architettura molto particolare. Sembra infatti di cenare a bordo di un’elegante barca di legno in mezzo al mare! Abbiamo ordinato il pescato del giorno, che ci è stato servito con verdure e deliziosa yucca fritta.

 

GIORNO 3.
La colazione al Tortuga Bay è un tripudio di dolci e cupcake colorati che fanno venire l’acquolina in bocca! Subito dopo partiamo per la nostra prima escursione in barca, direzione Isla Saona. Questa isoletta fa parte del Parco Nazionale dell’Est ed è un’isola dalla bellezza innegabile. Essendo Gennaio non era molto affollata: bastava camminare qualche minuto per staccare il gruppo di turisti e raggiungere la propria personale oasi di pace: sabbia bianca, alte palme da cocco e acque meravigliosamente limpide.

Isla Saona può essere visitata solo con un’escursione di una giornata in quanto non esistono strutture ricettive. La nostra escursione prevedeva per l’andata una speed boat mentre per ritorno un bellissimo giro in katamarano. Così da godersi ogni secondo del tramonto.

Arrivata nella nostra suite un’altra sorpresa: un bagno caldo preparato per noi con petali di bouganvillea!

Per cena abbiamo provato il Bamboo Restaurant, situato a bordo piscina. Il menù combina cibo di provenienza locale con influenze mediterranee per una varietà di innovativi piatti fusion. Io ho preso gli spaghetti all’astice ed erano davvero squisiti.

 

GIORNO 4.
Dedichiamo la mattinata alla scoperta della riserva ecologica del Tortuga Bay Resort, la Reserva Ecologica Ojos Indígenas, protetta dalla fondazione Grupo Puntacana Foundation. Nella zona di Punta Cana non ci sono fiumi e per raggiungere l’acqua fresca si deve scavare. Qui viene filtrata l’acqua nera del sottosuolo per poterla poi riutilizzare nel Resort ad esempio per irrigare i campi da golf. Inoltre viene ricreato un habitat naturale per permettere un’agricoltura sostenibile. Sempre qui viene coltivata tutta la verdura che viene poi venduta e cucinata nel resort, sia per gli ospiti che per le persone che vi lavorano.

In questa riserva si possono osservare varie specie animali: il pato espinoso (una specie di papera con un bellissimo becco blu), il white cheeked puntail o codone guance bianche (una specie di anatra di colore bianco), la tilapia (un pesce di fiume) e varie specie di uccelli tra cui il mockingbird (mimo, che imita i suoni che sente) e la cigua palmera, simbolo nazionale della Repubblica Dominicana.

Nella riserva c’è anche un apiario. Oltre 400 alveari producono ogni anno circa 7.500 litri di ottimo miele. Quello prodotto dal 15 Dicembre al 15 Giugno è di colore chiaro, quello prodotto nella restante parte dell’anno di colore scuro. Mi hanno spiegato che ci sono diversi tipi di api, le quali hanno uno stupefacente senso dell’orientamento: possono volare allontanandosi anche fino a 2/3 km nella foresta, riuscendo sempre a ritrovare il proprio alveare!

La Foundation è molto attenta allo sviluppo della comunità locale e ciclicamente organizza workshop per i cittadini dominicani al fine di istruirli su come gestire le proprie finanze e diventare imprenditori. In particolare ora c’è un programma che aiuta gruppi di donne a produrre e vendere oggetti realizzati a mano riciclando sacchetti di plastica. Ho visitato il loro negozietto e mi hanno regalato una borsa ed un portachiavi! Hanno uno store anche presso l’aeroporto di Punta Cana.

Dopo la passeggiata siamo arrivati nella laguna, che si chiama Yauya Lagoon: ne ho approfittato subito per tuffarmi nella meravigliosa acqua dolce che dicano possieda proprietà in grado di ringiovanire la pelle di viso e corpo!

Per pranzo siamo andati da Mare Restaurant, ristorante sulla spiaggia che offre un menù particolare, tutto realizzato con prodotti provenienti dalla riserva ecologica, quindi entro i 5 km di distanza!

Dopo pranzo ci siamo concessi un po’ di relax sulle amache accanto alla spiaggia e poi siamo andati a fare un massaggio alla Six Senses Spa at Punta Cana.

Nel tardo pomeriggio abbiamo salutato Punta Cana per spostarci al Viva Wyndham Resort Samanà, dove siamo stati accolti da due scenografici cocktail realizzati ognuno dentro un’ananas! Si tratta di un resort riservato agli adulti e si trova in una location davvero esclusiva, nella località Las Terrenas nella penisola di Samanà! Anche qui le camere sono ampie e dotate di ogni comfort e sono tante le attività offerte: dalla spa alla palestra, dalla piscina alla spiaggia e agli sport acquatici!

 

GIORNO 5.
Il V Samanà organizza numerose ed interessanti escursioni. La prima che abbiamo scelto è stata quella che portava in uno dei luoghi più suggestivi della Repubblica Dominicana. A cavallo, tra sentieri sterrati, in mezzo alla natura,  fino a raggiungere una cascata bella da mozzare il fiato: El Salto Del Limòn. Alta 50 metri, è possibile fare il bagno, prestando attenzione agli spruzzi e al vento fortissimo. Un’esperienza davvero indimenticabile!

Per cena siamo tornati nel resort e, avendo mangiato pochissimo a pranzo, abbiamo deciso di fare un aperitivo nel bar sulla spiaggia, ordinando la pizza margherita ristorante italiano del resort. Una pizza buonissima che non ha deluso le aspettative, tanto che abbiamo deciso di fermarci anche a cena.

E per non farci mancare nulla, prima di andare a dormire abbiamo fatto un salto a El Hip, un cocktail bar interamente ricoperto da coloratissime maioliche!

 

GIORNO 6.
L’ultimo giorno in Repubblica Dominicana decidiamo di fare una nuova gita in katamarano. Prima tappa in una baia di acqua cristallina dove ci siamo divertiti a fare snorkeling ed osservare un antico relitto sommerso. Seconda tappa Cayo Levantado, isola caraibica meravigliosamente perfetta di appena 1 km quadrato! Qui ci siamo divertiti a scattare alcune immagini con il drone: è sempre bellissimo trovare dei posti in cui farlo volare senza alcune restrizioni.

GIORNO 7.
E’ giunta l’ora di rientrare in Italia!

Spero, come sempre, che i questi consigli possano esservi utili in caso stiate organizzando un viaggio in Repubblica Dominicana!

Auguro a tutti voi uno splendido martedì!


Post originale: http://www.pursesandi.net/it/cosa-vedere-in-repubblica-dominicana-in-una-settimana

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