SANTO DOMINGO. Inutile negarlo: in Repubblica Dominicana si va per il mare e le sue incantevoli spiagge. Ma ogni turista che per la prima volta sbarca sull’isola caraibica non può rinunciare ad un giro a Santo Domingo, la capitale, anzi, una inaspettata metropoli con la sua suggestiva «anima coloniale», riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La Ciudad Colonial è un dedalo di 16 stradine acciottolate con lampioni d’acciaio che strizzano l’occhio all’art nouveau, costellate da gioielli architettonici e giardini segreti. Le case del primo insediamento creato da Cristoforo Colombo e dagli altri esploratori spagnoli all’arrivo nel Nuovo Mondo sono state trasformate in musei, negozi, hotel, ristoranti e bar dove gustare il vero caffè dominicano. Il consiglio è quello di lasciarsi guidare dal proprio istinto e dalla curiosità, alla scoperta dei tesori più nascosti. Per chi preferisce un tour organizzato c’è il Chu Chu Colonial, che una gita panoramica di 45 minuti intorno alla città. Per essere più agili negli spostamenti si possono noleggiare i Trikke, veicoli eco-friendly su tre ruote.

48 ore sono sufficienti per scoprire la capitale della Repubblica Dominicana, dalle sue opere medievali e rinascimentali, fino alla zona più moderna e cosmopolita, con grattacieli, grandi zone commerciali – è nei mall che i dominicani fanno shopping, complice l’aria condizionata – e il rinnovato Malecón, il lungomare dei Caraibi: 14,5 chilometri di boulevard che si estendono lungo tutta la città, fino ad Avenida del Puerto, dove attraccano le navi da crociera.

PRIMO GIORNO

Si parte dalla Ciudad Colonial, per un tuffo nel passato. I punti di interesse non mancano, a partire dalla Santa Iglesia Catedral Basílica Nuestra Señora de la Encarcación o Anunciación, la prima cattedrale delle Americhe, con i suoi 500 anni di storia e l’impressionante soffitto gotico. Ci sono poi l’Alcázar de Colón, palazzo in stile gotico-rinascimentale costruito intorno al 1512 per il figlio di Colombo, Diego, e sua moglie María de Toledo, nipote del Re di Spagna; il Museo de Las Casas Reales che raccoglie la storia dominicana dal 1492 all’indipendenza dalla Spagna; e la Fortaleza Ozama, prima struttura militare permanente costruita dagli Spagnoli nelle Americhe nei primi anni del XVI secolo. Per pranzo, la pausa è a Parque Colón, piazza alberata situata proprio al fianco della cattedrale con al centro la statua di Colombo e dell’eroina indiana Taino Anacaona, circondata da edifici di architettura coloniale, bar e ristoranti. Si prosegue poi verso Parque Independencia, il mausoleo di marmo bianco in cui riposano i resti dei padri fondatori della Repubblica Dominicana, che è anche la più grande galleria d’arte a cielo aperto della città. E per terminare in dolcezza c’è la Kahkow Experience, il museo interattivo alla scoperta delle origini del cioccolato, con degustazione e laboratori per tutta la famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SECONDO GIORNO

La giornata può iniziare del Jardín Botánico Nacional, il più grande dei Caraibi: 250 ettari di aree naturali protette con oltre 300 specie di orchidee e numerose specie di uccelli, tra cui l’uccello delle palme, simbolo nazionale della Repubblica Dominicana. È possibile visitare il giardino botanico a bordo di un trenino e sostare sulle sponde del suo lago per un picnic. E il tour può poi proseguire verso Plaza de la Cultura, un complesso verdeggiante e recintato che ospita alcuni dei musei più importanti della città, tra cui il Museo del Hombre Dominicano, il Museo di Arte Moderna, il Museo di Storia Naturale, la Biblioteca Nazionale e il Teatro Nazionale Eduardo Brito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA FARE LA SERA

La vita notturna di Santo Domingo è al ritmo di merengue e bachata. Tutti qui amano ballare e con il calare delle luci nei fine settimana la musica si accende proprio ovunque: persino gli autolavaggi si trasformano in balere dove divertirsi al ritmo del tipico sound caraibico. I locali più famosi si trovano nella zona coloniale e nelle vie più eleganti della città moderna, tra Avenida Winston Churchill e Maximo Gomez. Il consiglio è non fermarsi solo ad uno ma di lasciarsi guidare dalla musica. Per chi è alla ricerca di qualcosa di meno movimentato ma comunque coinvolgente, ci sono il Teatro Nacional, la Casa de Teatro – la Broadway di Santo Domingo, dove Juan Luis Guerra si esibì per la prima volta – e le Ruinas di San Francisco, il primo monastero delle Americhe, oggi famoso per gli spettacoli di musica dal vivo.


https://www.lastampa.it/viaggi/mondo/2019/07/13/news/48-ore-a-santo-domingo-alla-scoperta-dell-anima-piu-autentica-dell-isola-caraibica-1.36990946?refresh_ce

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