Sabbia bianchissima e mare cristallino in una esuberante isola tropicale. Siamo in Repubblica Dominicana, paradiso dei Caraibi dove non servono filtri per far risplendere i suoi 402 chilometri di spiagge incastonate nel verde. Un paese dalla storia affascinante e poco conosciuta, colonizzato prima dagli spagnoli ora dai colossi alberghieri più rinomati al mondo, dove nonostante tutto ci si può ancora perdere nel fascino della natura selvaggia e di quelle specialità dominicane che tutto il mondo invidia, dal rum al caffè passando per l’ambra e il merengue, colonna sonora di un viaggio soave da fare in coppia così come in famiglia.

Dall’Italia, i voli charter di Neos atterrano a La Romana, punto di partenza perfetto per scoprire l’isola, dove il clima è tropicale, con temperature alte tutto l’anno. L’aeroporto non è distante da Punta Cana, proprio dove l’Atlantico incontra le acque del mar dei Caraibi e il litorale è costellato da grandi resort e campi da golf. Noi siamo stati al Grand Palladium Palace Resort Spa & Casino, al Trs Cap Cana Hotel, in un’esclusiva zona turistica e residenziale il cui porto turistico è un omaggio alle bellezze italiane, e al JW Marriott Hotel Santo Domingo. Poi abbiamo visitato il Tortuga Bay Hotel, l’unico della Repubblica Dominicana ad aver conseguito il AAA Five Diamond Award, il nuovo Paradisus Punta Cana e il villaggio di Casa de Campo de La Romana. Ci sono opzioni per ogni fascia, molte extralusso, ma a conquistare di più è sempre quello che madre natura ha da offrire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Punta Cana si trova il parco ecologico Ojos Indígenas, una riserva privata formata da una rete di sentieri che portano a dodici lagune d’acqua dolce, per un tuffo che non ti aspetti dentro degli azzurrissimi cenote, circondati dalla natura selvaggia, dai suoi profumi e dai suoi rumori. Nello Scape Park di Cap Cana c’è invece l’Hoyo Azul, una grotta naturale sommersa da fresca acqua sorgiva, ai piedi di una parete di roccia calcarea di 75 metri ricoperta di vegetazione. Un’oasi naturale nascosta all’interno di un parco divertimenti ma lontano anni luce da ogni distrazione. Il più famoso, ma anche frequentato, rimane invece Los Tres Ojos con le sue grotte sotterranee usate dagli antichi Taino come rifugio e luoghi rituali.

Tornando in zona Punta Cana-Bavaro, da non perdere la Montana Redonda: un punto panoramico con vista a 360 gradi, raggiungibile solo da una vertiginosa mulattiera. La salita è impegnativa, ma l’arrivo mozzafiato, soprattutto grazie alle altalene disposte tutt’intorno che danno come l’impressione di dondolare nel vuoto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono queste le esperienze che rendono un viaggio indimenticabile, anche per chi è alla ricerca del massimo relax. E se al mare si vuole abbinare anche un tuffo nella cultura, ecco un itinerario su come trascorrere 48 ore nella capitale.

Ma che vacanza è senza buon cibo? Santo Domingo è stata nominata, per il secondo anno consecutivo, capitale gastronomica dei Caraibi dall’Accademia ispanoamericana della Gastronomia, della quale fanno parte 14 paesi dell’America latina. Un riconoscimento che ha l’obiettivo di inserire la capitale della Repubblica Dominicana tra le destinazioni gastronomiche di punta, far conoscere la sua cucina creola, quella dei primi abitanti, gli indiani Tainos, così come quella gourmet e fusion. Non si può andar via senza aver mangiato il sancocho o la bandera, il platano maduro e i tostones.

Qualche indirizzo? Nella zona coloniale della capitale si trovano lo Jalao, che prende il nome da un dolce tradizionale, guidato da Noemi Diaz; il ristorante vegetariano Time dello chef Saverio Stassi e il Buche Perico, primo ristorante serra dei Caraibi, che presenta una cucina contemporanea dominicana con ingredienti del territorio. A Santiago de los Caballeros, nel cuore dell’isola, c’è il ristorante Barttola Brasserie dello chef stellato Javier Cabrera mentre a Punta Cana si trova il Bachata Rosa, ristorante del celebre cantante dominicano Juan Luis Guerra dove si mangia anche con gli occhi, grazie al suo scenografico arredamento che include una vera guagua – nome onomatopeico con cui nei paesi caraibici vengono chiamati i pullman – tutta rosa.


https://www.lastampa.it/viaggi/mondo/2019/07/13/news/repubblica-dominicana-i-sapori-e-le-bellezze-di-questa-esuberante-isola-caraibica-1.36990942

 

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