Guarda la prima parte del viaggio alla scoperta della natura della Repubblica Dominicana

I tronchi degli alberi morti emergono come gigantesche dita scheletriche dalle acque calde. Sono le piante uccise dall’ultima espansione del Lago Enriquillo, il più grande dei Caraibi, che recentemente è arrivato ad occupare quasi 350 chilometri quadrati di superficie (ben più del nostro Lago Maggiore, tanto per dare un’idea). Questo specchio d’acqua, 30 chilometri a nord del Parco Nazionale di Jaragua, è un’altra delle sorprese del sud della Repubblica Dominicana. Formatosi circa un milione di anni fa con la chiusura di un antico braccio di mare, il lago si trova, quindi, a una quota minima, 39 metri sotto il livello del mare, rispetto al quale ha acque più calde e fino a quattro volte più salate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Lago Enriquillo si trova, infatti, in una regione bruciata dal sole, che concentra i sali nel bacino privo di emissari. È dunque sorprendente sapere che qui vivono circa duecento coccodrilli americani (Crocodylus acutus), una delle popolazioni più importanti di questa specie. Per sopravvivere in un ambiente così salato, bevono l’acqua piovana e quella dei pochi corsi d’acqua che s’immettono nel lago. Lunghi di solito due o tre metri, stanno in attesa nelle acque basse lungo le sponde ricche di vegetazione, aspettando il passaggio di una preda ignara, soprattutto pesci e tartarughe. Non sono particolarmente pericolosi, ma entrare in acqua o nuotare è del tutto sconsigliabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al centro della distesa salata di Enriquillo si trova l’Isola Cabritos, oggi Parco Nazionale. Lunga circa 7 chilometri e arida come le sponde del lago, ospita un’ampia popolazione di iguana di Ricord (Cyclura ricordi), simile all’iguana rinoceronte, ma con una livrea più chiara e gli occhi di un acceso colore rosso. Diversamente dai coccodrilli, le iguane non sono affatto pericolose e possono essere avvicinate facilmente.

 

5 specie da osservare in Repubblica Dominicana

ANOLIS SMERALDO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunga circa 15 centimetri, e di un uniforme verde brillante, Anolis chlorocyanus è una delle numerose lucertole endemiche dell’isola. Si incontra nella vegetazione più bassa delle foreste tropicali del Sud più vicine al mare.

PICCHIO DI HISPANIOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Melanerpes striatus è il picchio più comune dell’isola, ovviamente endemico. Non è difficile vederlo mentre risale i tronchi degli alberi alla ricerca di insetti, nelle foreste più fitte come, pure, nei parchi urbani.

CACTUS DI PEDERNALES

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto rivestito di spine, con i suoi 50 centimetri di diametro, Melocactus pedernalensis è una delle specie botaniche più interessanti del Parco di Jaragua. Ad aprile e maggio produce vistosi fiori rosa.

CUCULO DI HISPANIOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più noto con il nome inglese di “Hispaniola Lizard cockoo” (Saurothera longirostris), è un uccello endemico osservabile di giorno in tutti gli habitat forestali e nelle piantagioni ben ombreggiate.

IGUANA RINOCERONTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cyclura cornuta è l’animale nativo più grande di Hispaniola, con 1,3 metri di lunghezza. Abbastanza pigro e confidente, questo rettile si osserva soprattutto nel Parco di Jaragua. Le iguane sono diurne e prediligono le zone aride, ma sempre nei pressi dell’acqua. Due ottimi punti per fare incontri ravvicinati sono la Baia de las Aguilas e la Laguna di Oviedo.

Il viaggio in pratica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Per chi

Particolarmente interessante per chi vuole fare birdwatching.

  • Durata

In una settimana si  possono esplorare gli ambienti descritti.

  • Periodo migliore

Il clima è tropicale ma molto piacevole, con una temperatura media di 25 °C e modeste oscillazioni tra estate e inverno.

  • Cosa vedere

Non tralasciate una visita alla capitale Santo Domingo. Il quartiere coloniale spagnolo e il Museo dell’Ambra sono tra le cose più interessanti, se si ha poco tempo. Il giardino botanico della città, grande e ben conservato, è una delle destinazioni migliori anche per fare birdwatching.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per un assaggio del paesaggio più classico, da Santo Domingo ci si può dirigere a est, in direzione del Parco Nazionale del Este. L’aspetto di questi luoghi è tipicamente caraibico, con palme, spiagge sabbiose, e un buon numero di villaggi turistici. L’isola di Saona è comunque strepitosa per gli uccelli acquatici, soprattutto le fregate, ma anche sterne e pellicani. Se arrivate fin qui, passate da Bani: la riserva naturale con le dune di sabbia più grandi dei Caraibi.

Per informazioni: www.godominicanrepublic.com/it


Il lago dei coccodrilli e altre 5 specie da osservare sull’isola di Hispaniola

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